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TEMPO DI ATTESA CONVENZIONE

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8 Anni 9 Mesi fa #205586 da Bogdani2
A Roma sono 4 anni, io non la vedo cosi tragica anche perchè nell'attesa puoi lavorare con sostituzioni, medicina dei servizi e guardia medica.

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8 Anni 9 Mesi fa #205587 da oudeis72

Bogdani2 ha scritto: A Roma sono 4 anni, io non la vedo cosi tragica anche perchè nell'attesa puoi lavorare con sostituzioni, medicina dei servizi e guardia medica.

Caro Bogdani, anche se fossero 4 anni sarebbero sempre una eternita' dopo 10 anni tra universita', tirocini e scuola di formazione in medicina vaga o generica. Non trovi?
Anche perche' dopo 4 anni di attesa hai qualche centinaio di pazienti e poco piu.

Per quanto riguarda le sostituzioni: finche' ero a TRENTO e VERONA con la medicina di associazione i colleghi si sostituiscono a vicenda e pochissimi hanno bisogno di un sostituto. A meno che non sia un parente...

La medicina dei servizi non so nemmeno cosa sia, immagino assistenza ai malati terminali, vaccinazioni, cambio pannoloni agli anziani e rilascio patenti? anche qui la vedo nera...la guardia medica ha tante e tali limitazioni che spesso si riesce a fare non piu di 6 mesi l'anno e come part-time.

4 nostri colleghi inglesi appena finito il corso sono stati assunti immediatamente come massimalisti, a stipendio pieno...perche' loro si' e noi no? Loro fanno un corso di formazione pagato il quadruplo, perche?

Appena laureato all'estero ti presenti in banca e ti aprono un mutuo per comprare casa. In Italia prima dei 40 te lo aprono per comprare una cuccia o un garage, dopo i 40 per un loculo...se non la vedi tragica, un controllino alla vista? Non sarebbe il caso di cominciare a darsi da fare per cambiare un po' le cose?

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8 Anni 9 Mesi fa #205598 da Velasco
Purtroppo non posso che concordare con oudeis su quasi tutto.

Il titolo di medicina generale è ottimo e mi sentirei di raccomandarlo caldamente se si odia l'ospedale e/o piacciono le guardie mediche, attività a mio avviso più che onorevole ma che inevitabilmente da grande esperienza formativa (il primo/secondo anno) diventa gradualmente la tomba della crescita e aggiornamento professionale, perché si perde totalmente il contatto con la vera medicina generale e con l'ospedale.
Con sostituzioni (4 giorni a Natale e un qualche settimana in estate, mediamente) e altri lavoretti non si racimola uno stipendio.

E come giustamente sottolineato da oudeis, prendere la convenzione non significa raggiungere l'obiettivo, perché prima di raggiungere un numero di assistiti decente serve molto tempo (escludendo compravendita di mutuati e assumendo che non si abbiano parenti già introdotti), durante il quale ci si deve ancora una volta appoggiare alle guardie mediche.
Non saprei riportare statistiche accurate, ma in Umbria conosco molti colleghi che solo da ultra 40enni (più verso i 50, a volte) sono riusciti a sdoganarsi dalle guardie.

Poi c'è la vecchia favola dell'"ondata di pensionamenti", per chi vuole crederci. È da anni che si parla di questa ondata che dovrà arrivare, non si sa bene quando e perché.
Però raramente si parla di tutti i colleghi che nel corso degli anni si sono accumulati in graduatoria, aspettando proprio questa ondata.

Il motivo del mio intervento tuttavia è un altro: spesso sento parlare di "estero" come un Eldorado, dai racconti riferiti. Quando però ci si trova in prima persona in questo famoso estero, non è così.
In UK i percorsi formativi sono molto più tosti (e più lunghi, incredibile ma vero) e accedervi da "non nativi" è anche più difficile, non solo per via della lingua.
Non conosco le altre realtà, ma di certo considerare il Regno Unito come una strada più rapida o più facile per ottenere titoli/formazione, rischia di essere un terribile errore di valutazione dettato più dal livore verso l'Italia (più che giustificato) che da fattori oggettivi.
Inoltre dopo aver sperimentato la sanità pubblica britannica, non si può fare a meno di rivalutare un pochino quella italiana, tralasciando ovviamente gli enormi problemi di fondo.


Morale, a mio parere: se la strada che si è scelta sembra uno schifo e senza fine, probabilmente lo è, ma altrettanto probabilmente le altre strade non sono così migliori, con i tempi che corrono. Quindi se la via della medicina generale piace, forse vale la pena intraprenderla senza troppi rimpianti o ripensamenti.

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8 Anni 9 Mesi fa #205599 da oudeis72

Velasco ha scritto: Il motivo del mio intervento tuttavia è un altro: spesso sento parlare di "estero" come un Eldorado, non è così.
In UK i percorsi formativi sono molto più tosti (e più lunghi, incredibile ma vero) e accedervi da "non nativi" è anche più difficile.
Considerare il Regno Unito come una strada più facile per ottenere titoli/formazione, rischia di essere un terribile errore di valutazione.
Inoltre dopo aver sperimentato la sanità pubblica britannica, non si può fare a meno di rivalutare un pochino quella italiana.

Morale, a mio parere: se la strada che si è scelta sembra uno schifo e senza fine, probabilmente lo è.


Caro Velasco,
mi fa piacere, di tanto in tanto, trovare qualcuno che non la mette sul personale e discute della propria esperienza.
Come tu dici la formazione/selezione in UK e' molto piu' tosta e lunga sia per gli stranieri che per gli inglesi. TUTTAVIA, quelli che si laureano o diplomano hanno poi la strada in discesa perche la selezione la fa l'Universita' (tosta) a 20 anni, mentre da noi la selezione la fanno le raccomandazioni a 35-40 anni quando la speranza di cambiare il proprio percorso e' una chimera.
Il sistema inglese "selettivo" e quello italiano "inclusivo" (salite tutti a bordo, la selezione la fa la vita) sono paragonabili come la Fiat 126 e la Rolls Royce, come una vacanza in ostello (accessibile a tutti) e una con yacht in costa smeralda.

Per poter lavorare in UK da medico di base bisogna fare una trafila da far tremare.
E questo pur avendo un diploma in medicina generale rispettoso (a chiacchiere) delle norme europee...
Infatti bisogna innanzitutto dimostrare di essere residenti a Londra e poi
- fare un colloquio preliminare per verificare identita' e abilita' linguistiche,
- un esame scritto a risposta multipla (disponibile solo 3 volte l'anno) per poter accedere al tirocinio (sottopagato, ma e' l'unico caso, 600 sterline, con cui mantenersi a Londra senza poter fare altri lavori).
- un esame pratico con 12 pazienti attori (costa 750 sterline, alto rischio di bocciatura) che simula una normale seduta ambulatoriale inglese con telecamera che registra tutto e 2 tutores alle spalle, uno che valuta la tua performance professionale e l'altro la lingua.
A questo punto si puo' cominciare il tirocinio e devi cercarti un ambulatorio tra quelli proposti che ti accetti (generalmente un anno part-time, discusso sopra).
Durante il tirocinio, pratico, vedi i pazienti e poi li discuti a fine giornata con il tutor, sei da solo dopo una settimana di osservazione). Ogni 4 mesi devi presentare le valutazioni del tuo tutor-una collega ungherese ha dovuto ripetere 6 mesi di tirocinio...
Durante la parte finale del tirocinio devi fare l'esame "di uscita" che e' ancora scritto a risposta multipla al computer ed e' lo stesso dei tirocinanti inglesi, fatto insieme a loro al Royal College of GPs. Se non ricordo male anche qui il rischio fallimento e' almeno del 30%...

Fatto questo, il giorno dopo avere finito il tirocinio sei...massimalista. Quindi ogni 12 mesi devi fare un colloquio per dimostrare che ti mantieni aggiornato e discutere i crediti obligatori acquisiti (ne parleremo un;altra volta) e ogni 5 anni devi fare la revalidation cioe' confermare la tua licenza (in UK non consegui un diploma di laurea ma una licenza, come quella di guida, a termine).

Da noi invece il problema maggiore sono le scadenze, le segreterie chiuse, le ferie del tutor etc. Pensa che in Irlanda addirittura ti mandano 6 mesi a fare esperienza in Malawi...in 3 anni di tirocinio sono stato seduto senza fare niente...la scelta era tra stare seduto a guardare e stare seduto a battere al computer i dati dei pazienti...

Morale: a me sembra uno schifo senza fine...meglio un sistema selettivo e tosto che ti premia invece di uno che regala a tutti pezzi di carta inutle e che premia i soliti noti...
O no?

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8 Anni 9 Mesi fa #205600 da oudeis72

Velasco ha scritto: Inoltre dopo aver sperimentato la sanità pubblica britannica, non si può fare a meno di rivalutare un pochino quella italiana.


Mi spieghi, per sincera curiosita', a cosa ti riferisci e cosa ti ha deluso?
Ciao!

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8 Anni 9 Mesi fa #205609 da Velasco
Risposta da Velasco al topic TEMPO DI ATTESA CONVENZIONE

oudeis72 ha scritto: Morale: a me sembra uno schifo senza fine...meglio un sistema selettivo e tosto che ti premia invece di uno che regala a tutti pezzi di carta inutle e che premia i soliti noti...
O no?


Ciao Oudeis.
Messa così, in linea generale, assolutamente sì.

Però io non condivido neanche un sistema formativo che impiega decenni per sfornare un medico.
Peraltro non sono neanche così sicuro che alla fine di un calvario simile, il medico sia necessariamente più preparato.

Ma la mia critica era più rivolta alla classica situazione in cui, quando in Italia non si riesce a passare un quizzone a caso, il giorno dopo presi dalla furia si tende a pensare che all'estero sia tutto più facile, più veloce e in generale "meglio".
Come ampiamente illustrato dal calvario che hai scritto, non è così.
Chi cerca le scorciatoie, ha molte più possibilità di trovarle in Italia che nei paesi "virtuosi".

Riguardo al tuo quesito, nella sanità pubblica inglese personalmente ho trovato gli stessi tempi di attesa in pronto soccorso dell'Italia, le stesse interminabili attese per una visita specialistica, un accesso ai farmaci abbastanza bizzarro (ibuprofene e antistaminici al supermercato, antibiotici tabù...), una medicina generale sicuramente molto più lontana e distaccata dal paziente rispetto all'Italia.
Non mi definirei deluso, ma di certo ho capito che certi problemi ci sono ovunque, non solo in Italia.
Tutto ciò premettendo che ovviamente la mia esperienza non può avere alcun valore statistico per tirare conclusioni oggettive, però è stato quello che ho visto con i miei occhi.

Con questo non arriverei mai a dire che in Italia "è meglio", però mutatis mutandis... le criticità sono ovunque. Di certo cambia il modo di affrontarle da parte di uno Stato e ancor prima di una popolazione.

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