file Chirurgia vascolare in Italia

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3 Anni 10 Mesi fa #206993 da donclaps
Ciao, sono nuovo del forum.
Ho letto tutte le conversazioni, ma non ho trovato nulla di recente a riguardo!

Sono interessato alla chirurgia vascolare, ma molti mi hanno scoraggiato dicendo che in Italia qualsiasi chirurgia non fornisce una preparazione adeguata e quindi non offre sbocchi lavorativi dopo la specializzazione. Inoltre si dice che in un futuro breve i radiologi interventisti e gli emodinamisti strozzeranno sempre più l'ambito del chirurgo vascolare!
Vorrei che qualcuno dell'ambito smentisse o confermasse queste affermazioni al fine di poter scegliere consapevolmente del mio futuro!
Grazie :)

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3 Anni 10 Mesi fa #207003 da grecomichele
Ciao donclaps, cercherò di darti una risposta esaustiva. Io sono attualmente specializzando in Chirurgia Vascolare a Messina, sede aggregata della scuola di Catania.
Come ben dici, qualsiasi chirurgia in Italia non fornisce una preparazione adeguata. Era ciò che pensavo anche io prima di fare il concorso in Chirurgia Vascolare. Io allargherei questa affermazione a un po' tutte le specializzazioni in Italia. Ma allora, mi verrai a dire, perché sei rimasto e tutti i professori davvero bravi, dove sono?
Sono rimasto perché il mio Professore è uno dei pochi davvero bravi che ti insegna, seppur con i limiti del luogo. Dopo quattro anni di specializzazione, onestamente mi sono fatto un'idea tutta personale che cercherò di riassumerti in breve in diversi punti.

1. Ami la chirurgia vascolare? Bene, segui il tuo sogno e non farti abbattere da chi dice che gli emodinamisti o i radiologi interventisti prenderanno il tuo posto. Nel prossimo futuro, al contrario, ci sarà sempre più bisogno di condivisione e cooperazione tra tutte e tre le figure specialistiche.
2. In Italia ci sono diversi centri (Milano, Bologna, Roma, Genova, Padova e poi gli altri a seguire (non dimentico Messina, anche se bistrattata e non pubblicizzata) dove si formano degli ottimi specialisti in chirurgia vascolare e dove si può avere la possibilità (senza troppi drammi da parte del direttore di scuola) di fare il periodo di formazione all'estero, momento fondamentale di crescita dello specializzando.
3. Il problema fondamentale dello specializzando in chirurgia è l'esperienza in sala operatoria, il curriculum operatorio e la possibilità di operare come primo operatore. Questo problema è trasversale in tutta Italia, da nord a sud, anche nei migliori centri. Uscirai un ottimo specialista ma difficilmente avrai fatto un'aorta open come primo operatore. Sta a te, successivamente, darci dentro e imparare sul campo. Rischioso e davvero grave ciò che dico, ma è così. Ti porto esempio del UK, nel quale è necessario attestare di avere eseguito un tot di interventi come primo operatore durante l'anno, pena la ripetizione dell'anno appena trascorso. Da noi esistono queste regole, ahimè, solo sulla carta.
4. Prospettive di lavoro, altro tasto bollente. Nei prossimi dieci anni massimo ci saranno molte opportunità di lavoro, tenendo in considerazione il pensionamento di molti anziani colleghi. Tra l'altro, le patologie vascolari sono in netto aumento e ci sarà sempre più bisogno di noi. Allora qual è il problema? La difficoltà di far carriera e l'iniquo rapporto qualità/prezzo, che è un problema tipicamente italiano, considerate le falle di tutto il sistema sanitario.
In Italia abbiamo un sistema basato sui primariati (a piramide) al contrario del sistema dei consultant nello UK, dove tutti operano in egual modo e tutti è come se fossero dei primari all'interno della stessa unità e questo ti permette di fare molta strada. Tra l'altro, lo stipendio pubblico rapportato alla mole di lavoro è davvero imbarazzante (considerazioni molto personali e contestabili).
Ci sarebbe molto più da dire, se hai qualche dubbio fai un fischio. Spero solo che tu segua e che si avveri il tuo sogno e non permettere mai a nessuno di dire cose devi e non devi fare.

A presto.

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3 Anni 10 Mesi fa #207004 da donclaps
Grazie, sei stato davvero esaustivo e gentilissimo! Ascoltare queste parole rincuora molto!

Approfitto della tua disponibilità per esprimere altri due miei dubbi, dato che è così difficile reperire informazioni!

Mi chiedevo quale percentuale di interventi viene fatta d'urgenza rispetto a quelli in elezione, e quali sono i limiti di competenze tra il radiologo interventista, l'emodinamista ed il chirurgo vascolare! Da quello che ho capito il chirurgo vascolare opera su vene, aorta addominale e carotidi, mentre l'emodinamista sul distretto toracico immagino! Ma suppongo le tre figure abbiano ruoli diversi all'interno dell'iter diagnostico-operatorio oltre che semplicistiche "ripartizioni distrettuali".
Mi piacerebbe sapere anche qual'è il carico di lavoro, da quello che mi scrivevi sopra, sto già preparandomi a rinunciare a qualsiasi forma di vita privata!
Ringraziano per il messaggio: grecomichele

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3 Anni 10 Mesi fa #207027 da grecomichele
Con l'urgenza si impara moltissimo. La percentuale delle urgenze dipende molto dall'ospedale dove andrai a lavorare e spesso e volentieri molte sedi di scuola di chirurgia vascolare, hanno il pronto soccorso dove accedono le urgenze.
Il chirurgo vascolare può operare dalle carotidi in giù, non toccando le coronarie. Può assolutamente operare sul distretto toracico, ma questo dipende dall'expertise dell'equipe e dalla disponibilità di device tecnici che consentano interventi di questo tipo (open), tipo la circolazione extracorporea. Con l'avvento delle tecniche endovascolari, la differenza tra i grossi centri dove si possono fare interventi del genere (vedi San Raffaele Milano) e i centri meno grossi, si è notevolmente ridotta, tenendo comunque in considerazione che per la sicurezza del paziente e i rischi associati, è bene avere predisposta una struttura con determinate figure professionali. Augurandoti di entrare in scuola di spec., vedrai in giro per l'Italia e nel mondo, emodinamisti che faranno EVAR (aneurismi addominali endovascolari) o angioplastiche periferiche, radiologi interventisti altrettanto o che non saranno neanche interessati a tale campo, chirurghi vascolari che faranno bene sia open che endovascolare o al contrario non vogliono saperne di endovascolare. Purtroppo c'è tanta confusione e non ci sono dei limiti ben precisi. Di sicuro una cosa è certa: se malauguratamente un intervento endovascolare dovesse avere qualche complicanza, il paziente dovrà essere sottoposto ad un intervento aperto e lì il chirurgo vascolare è indispensabile.
Il carico di lavoro dipende moltissimo dalla struttura ma in generale ti posso dire che si lavora davvero tanto.
Ringraziano per il messaggio: donclaps

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3 Anni 10 Mesi fa #207031 da Oberland
La vascolare é una branca tristissima, per chi ama le frustrazioni. Se proprio vuoi fare il vascolare vattene all'estero. In Italia perdi solo tempo.

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3 Anni 10 Mesi fa #207034 da donclaps
Oberland potresti argomentare il tuo punto di vista? Mi interessa anche un parere negativo, però vorrei sapere per quale motivo la ritieni frustrante! Al momento non ho intenzione di andare all'estero se non per i mesi che la scuola in Italia consentirebbe di andare, quindi mi interessa più che altro il parere sulla specializzazione qui in italia!
Grazie!

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3 Anni 10 Mesi fa #207035 da Oberland
Frustrante perché:

- Non é quasi mai una chirurgia risolutiva, ma postopone i problemi
- Ha un iter sempre uguale
- Prima viene il Bypass, poi la dilatazione, seguita se va bene da un secondo Bypass o una seconda dilatazione per terminare con l'amputazione.


Se non vuoi andare all'estero e non sei un raccomandato (ma se scrivi un Topic del genere non credo tu lo sia), ti farai i 5 anni di specialità senza imparare nulla, per poi finire a fare doppler e eco doppler in ambulatorio per conto terzi e se ti va bene, a fare Stripping e poco piu'...

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3 Anni 9 Mesi fa #207049 da grecomichele

Oberland ha scritto: Frustrante perché:

- Non é quasi mai una chirurgia risolutiva, ma postopone i problemi
- Ha un iter sempre uguale
- Prima viene il Bypass, poi la dilatazione, seguita se va bene da un secondo Bypass o una seconda dilatazione per terminare con l'amputazione.


Se non vuoi andare all'estero e non sei un raccomandato (ma se scrivi un Topic del genere non credo tu lo sia), ti farai i 5 anni di specialità senza imparare nulla, per poi finire a fare doppler e eco doppler in ambulatorio per conto terzi e se ti va bene, a fare Stripping e poco piu'...


Caro Oberland, mi dispiace molto sentire tali argomentazioni riguardo la chirurgia vascolare. Dispiace perchè probabilmente hai avuto esperienze molto negative. Non so so dove e non voglio saperlo, ma sappi che la vera chirurgia vascolare non è così. Personalmente non sono un raccomandato, anzi finora la mia carriera è stata ed è piena di ostacoli e persone che mettono i bastoni tra le ruote, ma io non mi arrendo.
Ma vorrei risponderti punto per punto.

La chirurgia vascolare, come ogni chirurgia, può non essere risolutiva. Qui non stiamo parlando di matematica dove due più due fa quattro, ma di pazienti che hanno patologie talvolta devastanti e mutilanti per qualità della vita e sequele se non prese per tempo. Come anche quando fai una colectomia, puoi avere risultati positivi come negativi, dipende dal paziente che hai di fronte e dalla bravura del chirurgo. Ci sono troppe variabili da considerare e puoi postporre i problemi anche in un diabetico o in un paziente affetto da tumore.

L'iter sempre uguale te lo ritrovi in qualsiasi altra specialità, ma ripeto ogni paziente è diverso e la scienza preferisce classificare e standardizzare, piuttosto che non avere guide. E' normale tentare di ripetere gli stessi iter, più semplice e comodo per gli operatori.

Non capisco questa dinamica del "bypass e poi dilatazione". Probabilmente ti riferisci all'occlusione del bypass piuttosto che a una sua dilatazione.
Bene, è una delle complicanze dei bypass, la bestia nera del chirurgo vascolare per poi arrivare all'amputazione. Ma non voglio essere ripetitivo, dipende dal paziente che hai di fronte, dalla bravura del chirurgo, dalla corretta pianificazione degli eventuali interventi. Nella mia esperienza, ti posso dire che pochi chirurghi in italia sanno realmente fare i bypass e salvare gli arti inferiori. Gli altri ci provano, non è una chirurgia per tutti. E' frustrante e molto impegnativa. Ma siamo medici e c'è a chi piace. D'altronde il nostro obiettivo è curare, alleviare le pene dei malati. Se non teniamo conto di queste cose, allora potevamo andar benissimo a fare l'impiegato alle poste e mettere giù qualche timbro, con tutto il rispetto per il loro sacrosanto e onorabilissimo lavoro.

Se non c'è nessuno che ti insegna, allora vai e rompi le scatole, esci fuori. Il diritto di imparare quello che si vuole fare, non deve essere fermato dall'inerzia propria e altrui. La realtà è dura, ma non per questo dobbiamo abbandonare i nostri sogni.

Un caro saluto.

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1 Mese 3 Settimane fa #209264 da Volli45
Risposta da Volli45 al topic Chirurgia vascolare in Italia
Si dice che la chirurgia vascolare sia ben sviluppata in Spagna. Problemi cardiaci? Non tardare! Contatta immediatamente uno specialista

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