question-circle la mia idea del concorso nazionale ...

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7 Anni 1 Mese fa #196051 da Shandy
Questo post perché, da più parti, sento e vedo giovani colleghi (o futuri tali) che si agitano in una sorta di “sacro fuoco” di giustizia, uguaglianza e meritocrazia messe al servizio di un Concorso Nazionale di accesso alle scuole di specializzazione di area medica … tuttavia vorrei avere solo l’occasione di spiegare perché sono d’accordo con il concorso nazionale, ma non con quello che si profila all’orizzonte.

In primo luogo i quiz.
Il quiz da solo non può, a mio avviso, essere l’unico ed indiscusso strumento di selezione alla luce di un mal interpretato senso di imparzialità. Il quiz non è adatto, da solo, a valutare la preparazione di uno studente che ha un tipo di formazione come quello che, purtroppo o per fortuna, il sistema scolastico italiano fornisce ai suoi studenti; non è adatto ad una cultura latina come lo è, invece, per un soggetto di cultura anglosassone.
E non è adatto, a maggior ragione, alla valutazione di una preparazione culturale e scientifica come quella che dovrebbe avere un medico la quale, per sua stessa natura, non puo’ essere nozionistica, bianco e nero, si e no, A o B ma abbisogna di quante più sfumature la realtà possa mettere a disposizione e che, certamente, non possono essere inserite sempre in 5 opzioni.
Tuttavia, esso può essere un validissimo strumento se usato in maniera corretta e, soprattutto, in associazione con altri parametri valutativi che tengano conto di quanto appena detto.


D’altra parte, alienare le procedure concorsuali da un giudizio umano è, secondo me, quanto meno sbagliato se vogliamo tenere in considerazione tutto quello che l’esperienza degli ultimi lustri, con il concorso di accesso ai corsi di laurea a numero programmato, ci ha insegnato, non solo dal punto di vista reale (quanti di davvero bravi e meritevoli sono rimasti “fuori” perché poco fortunati o poco “smart” con i quiz?) ma anche dal punto di vista formale se è vero che il Consiglio di Stato, interpellato circa il concorso unico nazionale per l’ammissione al corso di laurea, poco meno di un anno fa scriveva:

“l’ammissione al corso di laurea non dipende in definitiva dal merito del candidato, ma da fattori casuali e affatto aleatori legati al numero di posti disponibili presso ciascun Ateneo e dal numero di concorrenti presso ciascun Ateneo, ossia fattori non ponderabili ex ante [omissis] lede l’eguaglianza tra i candidati, e il loro diritto fondamentale allo studio [omissis] atteso che i candidati non vengono ammessi in base al merito, ma in base a fattori casuali e aleatori, ma si lede anche il principio di buon andamento dell’Amministrazione, atteso che la procedura concorsuale non sortisce l’esito della selezione dei migliori. Si determina, in definitiva, una ingiusta penalizzazione della aspettativa dei candidati di essere giudicati con un criterio meritocratico, senza consentire alle Università la selezione dei migliori; la scelta degli ammessi risulta dominata in buona misura dal caso …“
Al posto della mera selezioni per esami (i quiz), io proporrei un concorso articolato su due prove (un po’ come avviene ora ma solo su scala nazionale): la prima in forma di quesiti a risposta multipla ed una seconda nella forma di un tema.

I quiz (come d’altra parte anche la seconda prova) potrebbero essere elaborati sulla scorta di un programma d’esame pubblicato dal MIUR (un po’ come si fa per il concorso di accesso nazionale) ma senza un database di quesiti preventivamente reso noto (avendo cura di elaborare domande e risposte corrette ed aggiornate, ça va sans dire).
Alla stessa maniera, la seconda prova potrebbe essere costituita da un elaborato (un tema con tracce ministeriali come per gli esami di stato) che venga prima inviato, in busta chiusa ed anonima, ad un centro unico nazionale da stabilirsi e successivamente ridistribuito, in maniera del tutto stocastica, tra le commissioni che ne effettuerebbero la correzione pubblica, in modo da creare una sorta di “correzione a doppio cieco” nazionale in cui ciascun candidato non sa chi corregge il suo elaborato e nessun commissario sa chi è il candidato che sta esaminando.

Inoltre, per venire incontro maggiormente alle istanze di imparzialità e per far si che il “fattore umano” sia solo di garanzia nella valutazione della preparazione del candidato e non occasione di discrezionalità, si potrebbe assegnare, ad esempio, un punteggio di 84/100pt ai quiz, 8/100pt al tema ed i restanti 8pt per il curriculum.

Già, ma cosa e come dovrebbero andare a costituire i “titoli”?
In primis andrebbero eliminate pubblicazioni e ade/ado, andrebbe valutato il curriculum studiorum o nella sua espressione finale (il voto di laurea), oppure in punteggi per i singoli esami attinenti stabiliti una volta e per tutte dal ministero. Inoltre, potrebbe far parte di questi 8pt anche l’attinenza della tesi di laurea da attribuire, però, con inequivocabili criteri stabiliti anch’essi preventivamente e stabilmente dal MIUR.

Dopo aver letto tutto questo post, molti di voi diranno “in pratica uguale a com’è ora … solo nazionale” e non sarà un’osservazione sciocca. E’ quel “solo nazionale” che fa la differenza, cercando di eliminare tutti quei punti “oscuri” che hanno fatto degenerare una procedura che ha, tutto sommato, una sua logica.

Ecco … io credo che questo sia una buona base di partenza per poter discutere seriamente e serenamente di un concorso nazionale di accesso alle scuole di specializzazione di area medica che sia realmente meritocratico, imparziale e che selezioni persone davvero per quello che sanno.

fonte: Sul concorso nazionale di accesso alle scuole di specializzazione di area medica
Ringraziano per il messaggio: Antistius

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7 Anni 1 Mese fa - 7 Anni 1 Mese fa #196054 da Antistius
Riprendo dall' altro topic i post 196049 e 196050 per non creare soluzioni di continuità e rendere più agevole la lettura

Shandy ha scritto:

Antistius ha scritto: Su questo punto sono perfettamente d’accordo, è precisamente così che immagino un concorso nazionale.
Aggiungerei che il programma per il tema della seconda prova sia pubblicato dal ministero e uguale per ciascuna specialità in tutta Italia. A ciascuna voce del programma corrisponde un numero progressivo. Il giorno dell’esame ciascun candidato sorteggia da un sacchetto (preventivamente e pubblicamente controllato e controllabile dai candidati) un numero, vale a dire l’argomento del suo tema

io andrei anche oltre ... che il programma debba essere unico e nazionale è quasi "ovvio" ... ma per evitare discriminazioni o favoritismi si potrebbe tranquillamente avere un pool di poche tracce (facciamo da 3 a 5?) sulle quali tutti si cimentano ... così evitiamo di dare livelli di difficoltà diversi ai vari candidati ... lavoriamo tutti sulla stessa traccia e sulla stessa traccia veniamo valutati ...

Io credo che un buon concorso debba far emergere le differenze fra i vari candidati, si potrebbe pensare ad una seconda prova con un unico tema per tutti i candidati concorrenti per la specifica graduatoria, (vale a dire per una determinata specialita), ma il programma dovrebbe essere abbastanza omnicomprensivo (né più né meno dell’indice di un buon libro che tratti compiutamente quella disciplina).

Shandy ha scritto:

Antistius ha scritto: Per quanto riguarda i titoli, io terrei [cut] i parametri di valutazione siano numerosi, ma nessuno di essi sia eccessivamente pesante, tale da soverchiare tutti gli altri, in modo tale che ciascuno, col tempo e l’impegno, abbia sempre la possibilità di recuperare, anche minimamente, lacune presenti nel suo curriculum, o anche semplicemente, consentirne l'evoluzione e il perfezionamento.


su questo non sono molto concorde ... più parametri ai e più è la discrezionalità che acquisisce la valutazione ...


Non capisco però quando correli la discrezionalità della valutazione con la numerosità dei parametri da valutare. Io penso che la discrezionalità di una valutazione dipenda da come vengano valutati i parametri e non da quanti essi siano.Io credo che la valutazione di un determinato titolo debba essere fatto in modo univoco, una volta per tutte, a priori, a livello ministeriale. Ovvero è il Ministero che dovrebbe formulare un prospetto al quale riferirsi per la valutazione dei titoli che vengono acquisiti. Ad esempio si potrebbero stilare delle tabelle che indichino i punteggi ottenibili dalle pubblicazioni a seconda delle riviste. Oppure, i corsi di perfezionamento, i master, i dottorati, la cui partecipazione potrebbe a mio avviso pure, cum grano salis, rientrare fra i titoli spendibili per la specialità, potrebbero a priori ricevere a priori un punteggio dal Ministero, che poi il candidato potrebbe far valere al momento del concorso.
Se le valutazioni vengono fatte da un organismo terzo, categoricamente svincolato dalla persona del candidato (ovvero, il titolo viene già valutato e riceve già un punteggio, a prescindere dal candidato, il quale a posteriori sceglie di acquisirlo impegnandovisi), non vi troverei alcuna discrezionalità di valutazione.
Ultima Modifica 7 Anni 1 Mese fa da Antistius.

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7 Anni 1 Mese fa #196064 da Shandy

Antistius ha scritto: Io credo che un buon concorso debba far emergere le differenze fra i vari candidati, si potrebbe pensare ad una seconda prova con un unico tema per tutti i candidati concorrenti per la specifica graduatoria, (vale a dire per una determinata specialita), ma il programma dovrebbe essere abbastanza omnicomprensivo (né più né meno dell’indice di un buon libro che tratti compiutamente quella disciplina)


e questo, scusa te te lo dico, è abbastanza ovvio ... io credo che anche più di un libro possa essere una buona soluzione considerato che, ciascuna specializzazione ha, al suo interno, della aree di sub specialità ...

Antistius ha scritto: Non capisco però quando correli la discrezionalità della valutazione con la numerosità dei parametri da valutare ...


perché più sono le variabili più è possibile che un processo sia si "perfetto" ma anche soggetto a forze svincolata dal controllo reale: una cosa più è semplice e meno è vulnerabile ad agenti esterni.

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7 Anni 1 Mese fa - 7 Anni 1 Mese fa #196065 da Antistius

Shandy ha scritto:

Antistius ha scritto: Non capisco però quando correli la discrezionalità della valutazione con la numerosità dei parametri da valutare ...

perché più sono le variabili più è possibile che un processo sia si "perfetto" ma anche soggetto a forze svincolata dal controllo reale: una cosa più è semplice e meno è vulnerabile ad agenti esterni.


Io penso esattamente il contrario: maggiore è il numero di parametri valutabili, più ammortizzabili sono gli effetti stocastici o comunque alieni che distorcono l’attendibilità del singolo parametro, perché il crescere della numerosità rende via via sempre meno probabile la coincidenza di distorsioni “casuali” a carico di tutti i parametri valutati.
Se valuto 2 parametri qualitativamente diversi (ad esempio 1) voto di laurea, 2)conoscenza di una lingua straniera), è molto più facile (probabile) che io abbia “per caso” (- per favoritismo-) un punteggio alto nella valutazione di tutti e due che non nella valutazione contemporanea di 5 parametri (ad esempio 1)voto di laurea, 2)conoscenza di una lingua straniera, 3)dottorato a Bruxelles, 4)pubblicazione sulla rivista con 100 di IF, 5)premio nobel per la medicina).

Trovo che siano proprio le cose più semplici a essere manipolabili, una valutazione complessa invece, molto articolata, oltre a essere meno facilmente alterabile, è anche più capillare nel far emergere la capacità e il merito di un candidato.
Ultima Modifica 7 Anni 1 Mese fa da Antistius.

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7 Anni 1 Mese fa #196070 da Bosch
Apprezzo lo spirito che sta alla base dei vostri ragionamenti, quanto meno siamo oltre l'idea ottusa del concorso nazionale punto e basta perchè MERITOCRATICO col quizzone unico coi rimescolamenti di sedi e con lo spirito del trasformiamo tutto in una lotteria così c'è possibilità per tutti con la giusta dose di botta di culo.

Mi fa piacere che argomentazioni simili che valutano criticamente l'idea di selezionare con un quiz unico comincino a venir fuori, vuol dire che gente che ragiona c'è ancora.
Io aggiungo solo che temo che ormai l'idea di concepire un concorso equo non sia nemmeno più la questione principale.
Ormai siamo nel pieno della recessione e nessun concorso, per quanto ben disegnato, potrà arginare le ingiustizie che si creeranno nel momento in cui la maggioranza dei medici neo-abilitati, magari bravissimi e meritevolissimi, rimarrà comunque e sempre fuori perchè il numero di borse finanziate sarà sempre minore e perchè la possibilità di offrire impiego ai neo-specialisti sarà ancora minore.

La riforma del concorso è un contentino/fregatura che nasconde problemi ben più gravi per tutti.
Forse varrebbe la pena trovare la forza di protestare per impedire lo smantellamento della sanità, piuttosto che pensare solo ad un concorso di accesso ad una specialità che già in alcuni casi ora, ma prevedo un po' ovunque tra 4-5 anni, non servirà a niente e a nessuno.
Ringraziano per il messaggio: Shandy

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7 Anni 1 Mese fa - 7 Anni 1 Mese fa #196088 da Shandy

Antistius ha scritto: Io penso esattamente il contrario: maggiore è il numero di parametri valutabili, più ammortizzabili sono gli effetti stocastici o comunque alieni che distorcono l’attendibilità del singolo parametro, perché il crescere della numerosità rende via via sempre meno probabile la coincidenza di distorsioni “casuali” a carico di tutti i parametri valutati.


ma il controllo sulle fonti è molto più labile.ti faccio un esempio per farmi capire.

se ho un fiume inquinato alla foce con 6 affluenti è più facile capire dov'è la fabbrica che scarica senza controllo poiché ho pochi km da controllare.
se invece avessi, su quello stesso fiume, 15 affluenti sarebbe più difficile risalire alla fonte dello sversamento illecito e ci vorrebbero più risorse, sia in termini di tempo, soldi ed uomini, poiché i km da controllare sarebbero di più. il problema non si porrebbe se avessi tutte queste risorse ma, in tempi spending review o di carenza di volontà, sarebbe molto più probabile che il delinquente che inquina la faccia franca ... non so se riesco a farmi capire.

Bosh ha scritto: Apprezzo lo spirito che sta alla base dei vostri ragionamenti, quanto meno siamo oltre l'idea ottusa del concorso nazionale punto e basta perchè MERITOCRATICO col quizzone unico coi rimescolamenti di sedi e con lo spirito del trasformiamo tutto in una lotteria così c'è possibilità per tutti con la giusta dose di botta di culo.

Mi fa piacere che argomentazioni simili che valutano criticamente l'idea di selezionare con un quiz unico comincino a venir fuori, vuol dire che gente che ragiona c'è ancora


purtroppo coloro che portano avanti, legittimamente per carità, l'idea che SOLO un quiz è un metodo imparziale non sono disposti al dialogo, forse perché troppo scottati (e non voglio pensar male .... non sarebbe giusto nei confronti della stragrande maggioranza di loro che sono sinceramente convinti che sia il metodo giusto) ... ripeto PURTROPPO e mi spiace che sia così, che non ci sia il giusto clima di serenità per potersi venire incontro.

perchè poi non è vero che non ci sono i titoli ... c'è quella cosa del voto di laurea ponderato con la media degli esami e corretto per il quoziente ... soltanto a pensarlo è complesso ed avrebbe un solo effetto, IMHO, che i prof abbassano la media dell'ateneo per far brillare di più chi deve brillare e quindi, paradossalmente, avere un effetto positivo solo a brevissimo termine (diciamo max 2015) per chi ha già finito il corso degli studi o lo sta terminando, ma non per chi lo facendo i primi passi o è a metà adesso.
Ultima Modifica 7 Anni 1 Mese fa da Shandy. Motivo: correzioni formali

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