Sembra che qualcosa si stia smuovendo in ambito MIUR.
Pubblichiamo una Nota emanata dal Dipartimento preposto del MIUR con al quale si comunica ai Rettori delle Università l’esito dei lavori di una Commissione di Esperti incaricata dal MIUR per procedere alla razionalizzazione delle scuole di specializzazione di area sanitaria, la quale ha esitato le seguenti linee di indirizzo:
1) Attivazione delle seguenti scuole presso le Facoltà Mediche di tutti gli Atenei (purchè in possesso dei requisiti previsti dall’accreditamento): Anestesia e Rianimazione, Chirurgia Generale, Ginecologia ed Ostetricia, Igiene e medicina Preventiva, Malattie App. Cardiovascolare, Medicina Interna, Ortopedia e traumatologia, Pediatria, Psichiatria e Radiodiagnostica.
2) Attivazione delle rimanenti tipologie di scuola in subordine ai seguenti requisiti:
a) presenza di docenti della tipologia con documentata attività scientifica e competenza professionale
b) volumi di attività delle rete formativa valutati sulla base del case mix (DRG)
c) dotazione delle strutture, personale docente e risorse tali da garantire l’organizzazione all’interno della Facoltà il Tronco Comune alle scuole affini.
d) Pregressa attività della scuola documentata sulla base dell’assegnazione media di almeno tre posti/contratti (ministeriali e regionali) nel periodo compreso tra l’AA 2003/2004 e l’AA 2007/2008.
Le scuole esistenti che non soddisfino i requisiti sopra riportati saranno assorbite dalla rete formativa di altre scuole.

Diciamo per inciso che tali criteri rappresenterebbero una novità importante, anche se non troviamo riferimento alcuno alla salvaguardia del criterio territoriale regionale (riteniamo che la presenza di alcune tipologie di scuole su base regionale rappresenti una risorsa di primaria importanza).

La nota informa inoltre che si sta valutando l’ipotesi di adottare un modello di Concorso di accesso alla specializzazione su base Nazionale. Su quest’ultimo punto il nostro Segretariato in tempi non sospetti ha espresso una posizione favorevole, ma vigileremo affinché l’eventuale adozione di tale proposta non sia alla base di un eventuale ritardo nell’avvio del concorso per il corrente anno accademico.
Riteniamo infatti opportuno chiedere ed ottenere garanzie affinché il concorso entro il corrente anno accademico sia espletato il prima possibile.