Cari Colleghi,

sono in vista importanti cambiamenti della geografia delle scuole di specializzazione mediche italiane. Infatti, per il prossimo anno accademico è previsto il definitivo completamento del piano di razionalizzazione delle scuole di specializzazione, con l’applicazione del limite di 3 specializzandi/anno per l’attivazione delle scuole e quindi la necessità di provvedere a nuove confederazioni tra sedi (lo scorso anno il limite era di 2 specializzandi/anno).
In vista di tale necessità, la Conferenza Permanente dei Presidi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia sta curando la redazione di una proposta unitaria relativa alle scuole da federare, in maniera tale che il disegno delle confederazioni non venga imposto dalla volontà ministeriale ma possa derivare da accordi tra gli atenei.
In ogni caso il numero delle scuole da confederare è molto elevato e si auspica che vengano salvaguardate almeno le esigenze di formazione dei “sistemi salute” delle singole regioni.
Vi ricordo che le confederazioni sono ad oggi un “male necessario” in quanto la realizzazione delle stesse è stata di fatto confermata da sentenze del Consiglio di Stato e che l’alternativa sarebbe unicamente la chiusura di alcune sedi.
Inoltre, dal mese di maggio è stato attivato un tavolo tecnico tra il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e i rappresentanti delle Regioni per la valutazione del fabbisogno di specialisti da formare. Le risultanze del tavolo potrebbero portare a delle modifiche nella distribuzione storica dei contratti di formazione specialistica tra le discipline e gli atenei. Tuttora però non emerge un orientamento chiaro del tavolo tecnico in materia.
Infine, vi informo che nei mesi estivi è stata riaperta la procedura di inserimento di proposte di istituzione di nuove scuole o di rettifica delle reti formative delle scuole attivate nelle scorso anno. Le proposte di istituzione e modifica dovranno essere vagliate dall’Osservatorio Nazionale della Formazione Medico-Specialistica, anche se tale incombenza dovrebbe essere rapida in quanto –come da fonti ufficiose - risulta pervenuto un numero molto ridotto di proposte.
Il SIGM tramite i suoi rappresentanti vigilerà perché le innovazioni in corso non determino ritardi nella emanazione dei bandi a danno degli aspiranti specializzandi.

Silvio Tafuri
Rappresentante SIGM- Osservatorio Nazionale della Formazione Medico-Specialistica