La RCP è una manovra da laici che per legge tutti i medici sono tenuti a conoscere ed applicare quando necessario. Non a caso corsi di BLS sono stati inseriti nel curriculum degli studenti di medicina (se leggete quell'enorme pappardella che vi hanno dato all'inizio dei sei anni sui cosiddetti "obiettivi formativi" dovreste trovarlo da qualche parte). Non sono un medico-legale, ma penso che un medico che di fronte ad un paziente in arresto non pratichi almeno la RCP (si parla di massaggio cardiaco esterno, e per esagerare ventilazione tramite Pocket Mask se disponibile, non certo di protocolli di defibrillazione/farmaci/intubazione) sia punibile per imperizia.
Per quanto riguarda la movimentazione dei pazienti politraumatizzati (il trauma alla colonna va sempre sospettato nei traumi ad elevata cinetica, nei traumi a bassa cinetica in pazienti con possibili fratture patologiche, ed in presenza di segni/sintomi suggestivi con qualunque tipo di trauma) esistono procedure specifiche per mobilizzare il paziente dalla vettura o metterlo supino (se ritrovato in posizione prona). Esistono diverse procedure di estricazione rapida, eseguite ad una o due soccorritori, che consistono essenzialmente nel sostenere la colonna ed il peso corporeo con un braccio e la testa con l'altro, nel caso di un soccorritore, e di tirare fuori di peso il paziente dal veicolo. Se interessa l'argomento (molto più facile a farsi che a scriverlo, te lo assicuro) dovrebbero esserci in giro ancora dei manuali di PHTLS (Pre-Hospital Trauma Life Support), che illustrano con foto e figure le procedure. Ci sarà ancora in qualche biblioteca di facoltà, oppure scaricabile dal mulo.
In ogni caso, nei corsi di formazione del personale 118 si fa sempre una semplice domanda: "meglio un tetraplegico per tutta la vita od un paziente morto?" Se il paziente rimasto in un veicolo dopo trauma non presenta segni vitali (ed anche qui, sei TENUTA a sapere valutare esattamente la presenza o l'assenza dei PV: sei un medico, non un verduriere. Se sbagli, nn preoccuparti, c'è il registro degli indagati) piuttosto lo si acchiappa per i capelli, per il naso, per il collo, lo si stende sull'asfalto e si inizia il massaggio cardiaco. Se non si fa la manovra giusta per preservare la colonna perchè non la si conosce, pazienza (rientra sotto lo stato di necessità, il pz necessitava il MCE, poco importa la colonna). Il BLS prevede l'esecuzione di una normale RCP senza iperestensione del capo, ma questa può essere fatta cmq nel caso di impossibilità a ventilare senza.
ATTENZIONE: questo vale solo in caso di paziente in arresto cardiaco. Se il paziente presenta ancora segni vitali preservare la colonna diventa una priorità, quindi non fate muovere il paziente (proprio per niente, anzi con le mani bloccategli la testa in posizione neutra: immobilizzazione cervicale) ed aspettate l'abz. Se riuscite fate una minima valutazione testa-piedi del paziente per indivuare i traumi subiti. Stop.
Il fatto che i riflessi corneali fossero assenti (non potendo essere già sopravvenuta morte cerebrale anossica) fa pensare a una massiccia distruzione traumatica del parenchima cerebrale (o mi sbaglio) quindi l'RCP sarebbe stata più che altro cosmetica/medico-legale, però la cautela è sempre d'obbligo in questi casi.
Fai attenzione, in questo caso stai confondendo un indizio con una prova. La morte si dichiara solo in caso di certezza (una volta ho visto un collega dichiarare morta una persona con polso radiale presente, me ne sono accorto io, nn è stato un bello spettacolo).
Circa un anno fa, ragazza di 25 anni ha improvvisamente un collasso e cade priva di sensi. All'arrivo dell'abz incosciente, niente respiro, niente polso. Pupille in midriasi fissa. Si inizia RCP. Si collega monitor: PEA. Accesso venoso, intubazione, somministrazione atropina e adrenalina. PEA diventa FV, defibrillazione a 300J. La paziente riprende ritmo sinusale, polso carotideo presente, riprende respiro autonomo, sempre midriasi fissa. Si porta la paziente all'ospedale avvisando i parenti che a causa del lungo periodo di anossia la paziente ha probabilmente conseguito danni cerebrali permanenti.
Si può discutere a lungo del fatto di averle fatto o meno un favore rianimandola (questa è una questione etica), ma rimane il fatto che dal punto di vista legale all'arrivo dell'abz la paziente non era ancora morta (non completamente morta, almeno).
Segni di certezza di una morte sono:
-decomposizione ed altri segni tanatologici (rigor mortis)
-decapitazione
-smembramento
-asistolia al monitor (in teoria per almeno 20min, ma questa durata viene spesso tralasciata)
-assenza di polso con evidente (quindi visibile) lesione massiva al parenchima cerebrale
Su questo ultimo punto, devono essere valide entrambe le cose. Un collega una volta mi ha descritto un caso di una paziente che si era sparata in bocca con un'arma di grosso calibro. In pratica la calotta cranica e tutto il cervello non c'erano più, ma la paziente presentava polso e respiro spontanei, ed era in ritmo sinusale. Sono le eccezioni come queste che fottono, come ho già detto (...la mia eleganza tradisce forse l'educazione da college inglese...)